Voglio farlo con te.
Fu il suo primo pensiero, una volta libero. Tornare all' “Old Pig”, rivedere Bob lo smilzo e parlargli di tutto. Da quattro mesi ce l'aveva in testa quel colpo; quattro luridi mesi passati in quella merdosa fogna di cella a pensare e ripensare meticolosamente a tutto. Ma stavolta, se fosse andata come lui prevedeva, sarebbe stato per sempre: lontano da quello squallido posto pieno di cactus, sterco di cavalli e odore di petrolio bruciato. Lontano.... in un altro Stato, il suo adorato Messico, in un vero ranch tutto per lui: mucche da latte, tori da combattimento, belle pupe da combattimento pure quelle, musica country e whiskey di marche pregiate, sotto il cielo stellato.
A guardarlo da fuori l'“Old Pig” non era cambiato: parcheggio zeppo di lunghissimi trucks, Harley Davidson a profusione e polvere di deserto che ti si conficcava in gola.
Diede un calcione con la punta dello stivale alla porta già puntellata da mille calcioni precedenti e fu subito all'interno.
Anche a odorarlo da dentro l'“Old Pig” non era cambiato: la prima cosa che ti saltava al naso era il fetore del maledettissimo uischei che quell'indistruttibile vecchiaccio distillava nel sottoscala: il “long old Sabin”. Accidenti, quante verità aveva fatto venir fuori con il suo porcheroso intruglio!
La vecchia orchestrina sgangherata dei “Dammela subito” , suonava le solite canzoni sgangherate che nessuno stava a sentire; urla e rutti si susseguivano a cadenze irregolari, più d'un giocatore aveva cinque assi in mano durante la stessa partita di poker, natiche di donnine poco o molto di buono, a seconda dei punti di vista, ancheggiavano ad altezza di occhi libidinosi ed a portata di luride mani e, laggiù in fondo, tra cassa e bancone, il buon vecchio Bob “lo smilzo”: l'unico di cui lui, Felipe, il messicano, detto “Mad Dog”, potesse ancora fidarsi.
Di “Mad Dog”, si diceva che oramai fosse un “dead man walkin' ”, ma gli importava ben poco, da quando aveva perso l'amore della sua bella Elisabeth, che aveva preferito un disonesto lurido petroliere a lui, sincero e leale ladro di polli.
Ma stavolta, con l'aiuto dello “smilzo” sarebbe cambiato tutto. Fu subito al bancone.
- Felipe... sei tornato !
- Non dire stronzate! Lo sapevi benissimo che sarei uscito oggi.
- Che bevi?
- Che... fai finta di non conoscermi più? Il solito: un doppio “long old Sabin” e senza ghiaccio.
- Come va? - Smettila con i convenevoli. Mi serve il tuo aiuto. Ho tutto in mente. Se va bene, potrai lasciare questo posto di merda a quel vecchiaccio che sta nel sottoscala e non aspetta altro.
- Che hai in mente, “Mad Dog”? Non cambi mai; questi ultimi quattro mesi non ti sono bastati?
- Ascolta, bastardo, vuoi sistemarti una volta e per tutte o no?
- Gli spiegò ogni cosa per filo e per segno. Lo “smilzo” lo stette a sentire senza interromperlo. Interessato, ma dubbioso.
- “Mad Dog”, tutto bello, interessante... non dico di no, ma io non lavoro più in questo campo. E' troppo grossa e pericolosa 'sta cosa per me. E poi ho una vera licenza per il locale, adesso. Tutto regolare e va anche bene...guarda com'è pieno, ed è solo lunedì....
- Maledetto diavolo! Pusillanime, vuoi cambiare vita una buona volta, si o no? Il locale.... Ma che puttanata! Lo sai che posso distruggertelo in 10 minuti. Vuoi che ti provochi una rissa all'istante? Ti sta bene se dò del lurido porco a quel fesso di un ciccione seduto al tavolo giusto dietro di me?
Discussero nervosamente per un po', ma facendo ben attenzione a mantenere basso il tono della voce, per non farsi sentire dagli altri avventori del saloon. Lo “smilzo” si destreggiava con abilità tra tanto bancone e poca cassa, cercando di evitare risposte compromettenti; “Mad Dog” lo incalzava, sapendo bene che gli serviva qualcuno e lo “smilzo” era proprio l'unico di cui potesse fidarsi, dannazione!
Poi, ad un tratto, l'imprevisto.
- “VOGLIO FARLO CON TE!” – strillò “Mad Dog”, perdendo completamente il controllo, dopo aver ingollato il terzo o quarto stramaledetto uiscaccio.
L'urlo accidentalmente si inserì in un intervallo dell'orchestrina “Dammela subito” e in un ancora più raro momento di vuoto di urla e rutti. Rimbombò come un tuono nell'”Old Pig” e catturò l'attenzione dell'intera sala.
Fu un attimo. “Mad Dog” capì al volo che aveva sbagliato. In quel locale si parlava soltanto di sesso e delinquenza . Doveva rimediare all'istante: se avesse fatto intendere che stava preparando un colpo, avrebbe mandato tutto a puttane. E forse più di qualcuno avrebbe fatto in modo di rispedirlo di filato in galera.
Esitò soltanto un secondo. Poi afferrò con decisione il braccio di Bob “lo Smilzo” e lo tirò verso di sé dall'altra parte del bancone. Si avvicinò a lui e lo baciò sulla bocca.
Poi, con sicurezza e spavalderia attraversò la sala ammutolita, e si diresse verso la porta, alla quale inflisse un ultimo definitivo e ben assestato calcione; non prima di essersi girato verso l'allibito uditorio e, con voce piena e maschia...
- Strafottetevi... brutto pugno di curiosi merdosi ubriaconi bastardi !!




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