Gianni era un uomo affascinante.
No,affascinante non era l’aggettivo giusto. Era un uomo stimolante.
Non poteva negare che da mesi fantasticava col fatto di andare a letto con lui.
C’era tra di loro una complicità atipica e comunque assolutamente naturale.
Conosceva il suo corpo(vedere gente nuda,vantaggi del suo lavoro).
La nudità era sempre fonte di disaggio per i pazienti ma Gianni sembrava nato per vivere nudo.
Impossibile descrivere le singole parti del suo corpo perché era il tutto a renderlo eccitante.
Era un vero maschio.Uno stallone.Certo,a volte non poteva che cadere nei luoghi comuni quando pensava a lui.
Gli occhi scuri sprofondavano il mondo, scioglievano ogni barriera.
Una promessa di peccato.
Aveva una voce suadente.Difficile non sentire il solletico più osceno quando lui sussurrava il suo “mi spoglio”?
In quei momenti faceva fatica a rispondere. Sentiva le parole addormentate nella gola e il desiderio sveglio nel sesso.
“Certo spogliati”.
Le spalle erano larghe ma non finte come quelle dei palestrati ossessivi.
Le braccia,il collo,sembravano opere di uno scultore poco pudico.
Il petto era lascivo.
Poi il suo membro.
Gianni non aveva mai nascosto la sua maschilità.Si mostrava,tranquillo,come uno che è sicuro di quello che possiede.
Si spogliava senza fretta e quella lentezza era sensuale.
L’aria cresceva lubrica.
Forse si divertiva creando attorno a se’ questo clima.
Oppure era solo un innocente ignorante di quello che il suo corpo e la sua energia provocavano intorno.
Sicuramente non sapeva quanto era stuzzicante l’odore della sua pelle,avere a portata di mano il suo membro,sentire vicina la sua bocca da sfiorare per ore.
Come un pesce promiscuo sarebbe stata la sua lingua dentro quella bocca umida,un pennello procace pronto a disegnare scarabocchi di saliva sul suo corpo di uomo.
Ma Gianni non se ne accorgeva del suo interesse.
Qualche volta mentre le sue mani scivolavano su di lui aveva percepito un attimo di eccitazione.
Gianni aveva sorriso.
Un sorriso fresco,ammaliante.
“Scusa.A volte il “Colonnello” sembra di avere vita propria e farsi i fatti suoi”. Aveva chiamato “Colonnello” il suo magnifico fallo.
Forse era stata solo una battuta per allontanare l’imbarazzo del momento.Ma da quel giorno nei suoi sogni,il “Colonello” (in piede e grintoso)era spesso l’unico protagonista.
Si faceva difficile resistere alla tentazione di strappare un bacio alla sua bocca ed infilare le mani nella sua intimità di maschio disposto ma distratto.
Aveva deciso.
Non poteva più aspettare.Non ne voleva.
Quella sera,Gianni trovò nella giaca un pezzettino di carta.
”Ti desidero.Voglio farlo con te.
Per me sarebbe la prima volta,non l’ho mai fatto.
Pensaci.
Marco.”
2 - messaggeria.normale
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