Non era la prima volta che avrei trovato Stefano dopo che ci eravamo lasciati,ma era la prima volta che mi sentivo in flagrante svantaggio.
Lui aveva avuto 5 donne dopo di me.
Tutte belle,tutte giovani.
Ma questa era(mi avevano detto),una velina mozzafiato. Mi sentivo vecchia e brutta.
Non volevo affatto andare a quella maledetta festa.
Ne avevo parlato con Marco e lui aveva distrutto ogni mia obiezione al grande scontro con un suo argomento poco veritiero ma molto rassicurante.
Fanculo Stefano e la sua velina.
“Tu sorridi” mi diceva giusto nella soglia pronti per entrare nell’arena.
“Non ci riesco”,balbettavo io. Mi guardò.
Il tipo di sguardo che ti fa sentire capace di mandare beatamente fanculo Stefano.Velina compressa.
Mi prese la mano.Provò una battuta.Era simpatico.Glielo dissi.
“Pure tu sei simpatica.Anche se non è la tua qualità più notevole”.
La mia smorfia lo fece aggiungere subito ”Hai una dolcezza di altri tempi e una sensualità che solo uno stupido non sarebbe in grado di notare”.
Bugiardo.
Comunque l’incantesimo aveva funzionato.
La porta si aprì e io mi sentì un insieme di Belluci,Curi e Claudel.
Stefano e la sua velina a salutarci.
“Piacere” mentì.
Solite frasi fatte.
Stefano il solito ficcanaso.
La velina,la solita presuntuosa.
“Marco portami via da qui”,pensavo.
E Marco,chissà come,mi ascoltò.
“Balliamo”?
“Lucia odia ballare”si sbrigò il ficcanaso.
“ODIAVO ballare”,sputai con un sorriso sfarfallante.
“Sono stata volgare?Stefano è rimasto a bocca aperta”.
Marco mi fermò le parole col suo dito.
“Non più Stefano,Lucia.Adesso balliamo.Io e te”.
Era delizioso sentire le sue mani sulla schiena.
Mi teneva stretta.
L’aria si faceva poca.
La sua vicinanza mi inebriava.
Monello. Mi palpava le cosce.Infilava una gamba tra le mie.Lo sentivo arrivare quasi fino al sesso. Ero umida.
Marco era quasi uno sconosciuto.Un adorabile sconosciuto che ferocemente mi scaldava.
Potevo sentire la sorpresa di Stefano,la sua gelosia.
In un’altro momento mi sarei sentita orgogliosa vincitrice, ma adesso dovevo concentrarmi per trattenere il bacio con cui avrei spudoratamente sfiorato Marco.
Le mie dita giocavano in quel punto del suo collo tra il lobolo e la nuca.Lo accarezzavo.
Era stuzzicante.Simpatico.Colto.Gentile.
Cominciai a sussurrargli.
Non so cosa dicevo,forse solo miagolavo.Perdo le parole quando la eccitazione è troppa.
Pazza.Dovevo essere pazza.
Senza meditarlo mormorai.
“Voglio farlo con te”.
Sentì la sua lingua percorrere il labirinto del mio orecchio in modo discreto ma esaustivo.Immaginai come avrebbe saputo sbramare altri labirinti.
“Voglio farlo con te”.
“Volentieri Lucia,ma il sesso non è compresso nel servizio.Sono 500 euro in più”.
Mi respiravo le sue parole,mi mangiavo il suo sguardo. “C’è un Bancomat accanto a casa mia”,dissi.
Ricambiò con un sorriso minuto,incantevole.
“Fatto.Ma solo 250 per te,perché non mi fai sentire un mero bambolotto”.
La sua lingua cominciò a disegnarmi le labbra con lentezza esasperante.
Ce ne andiamo via della festa frettolosi,senza nemmeno salutare.
10 - messaggeria.normale
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